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PONTI SOSPESI

Tecnica: MATITA e COLORE DIGITALE

Mi guardo dentro e non si muove nulla.
Eppure c’era traffico un tempo e scorreva libero.
Da ogni cavalcavia si poteva guardare in su e in giù
per ammirare il viavai interminabile di idee belle e luccicanti.
Le informazioni viaggiavano incontrastate e limpide,
sfiorando e sovrastando solide forme pulsanti di energia vitale,
ma ora non vedo che vuoto e silenzio.
E’ vero che, a volte, nella città vecchia c’era da stare attenti.
Macerie, strade interrotte e qualche campanile pericolante.
Non ho mai voluto liberarmi di quei quartieri in parte crollati,
ma da quando il flusso accede senza filtri
attraversando le nuove arterie veloci e sicure,
ci si è dimenticati di quella antica porta,
che introduceva al cuore della città,
o di quella cinta di vecchie decadenti mura.
Non si transita più affianco alla torre di guardia
o per la strada degli archi che sale tortuosa
al colle ormai forato e congestionato dal caos moderno.
Il borgo giace lì sotto, come una lapide tra le nebbie del tempo.
E’ proprio lì sopra che è avvenuto, e dev’essere stato quando ero fuori…
La comunicazione è andata in TILT, come quando si scuote un flipper!
troppe informazioni fuori controllo e tutto a causa di quei nuovi ponti sospesi!
Le opere senza anima si sa, portano scritta in sé la propria fine,
e tutto ciò che sembrava sicuro è crollato, ed è stata una benedizione,
perché son le cicatrici a tener viva la memoria.
Ora riapriamo gli occhi che è tempo di ripartire!

Marco Zaini
Marco Zaini
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14 commenti

    • Grazie Rita! Tu pensa che per ritrovarmi ho dovuto disegnare, e per trovare l’uscita l’ho dovuto scrivere… ma non ho ancora capito bene da dove sono uscito! Poi quando ci ritroviamo ne parliamo 😉

  1. Bello inquietante e suggestivo
    ..attualissimo.
    Sei veramente un grande artista! Complimenti Marco.

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