Eureka!
Opera di Duilio Carpitella
Technique:
Grafica digitale
Description
Il titolo dell’illustrazione (“EUREKA!”) denuncia il forte legame che essa ha, nonostante l’apparenza onirico-fantastica dello scenario urbano che vi compare, con le fatiche della Ricerca, qui impegnata paritariamente sul versante tecnico-scientifico e insieme su quello estetico-figurativo.
L’immagine è infatti ottenuta con un particolarissimo quanto inedito procedimento di rappresentazione grafica dello Spazio tridimensionale e degli oggetti fisici (che qui consistono in uno scenario architettonico ottenuto utilizzando uno speciale metodo combinatorio a partire da un modulo edilizio appositamente elaborato): è quella che l’autore chiama “PROSPETTIVA INVERSA”.
Questa, a differenza della prassi consolidata e plurisecolare (la quattrocentesca “Prospettiva Lineare” Brunelleschiana) non si basa su un unico punto d’osservazione che scruta la realtà che gli sta intorno in tutte le direzioni, bensì fa uso d’una quantità infinita di punti d’osservazione simultanei fra loro rigorosamente coordinati, disposti in ogni recesso della volta celeste. Ciascuno di essi “vede” però un solo punto della superficie di ciò che osserva, cosicché l’intera immagine è frutto di infinite percezioni singole estremamente ridotte ma inesorabilmente confluenti.
Sotto il profilo tecnico-formativo l’opera deriva da un fotogramma tratto da un’animazione interattiva fatta elaborare informaticamente per ottenere un cortometraggio digitale dal titolo “RISONANTI ERRATICI PARAGGI”, volto a visualizzare un’allucinata visita, compiuta dallo spettatore, al suddetto scenario urbanistico immaginario, ma tutto ciò ha avuto inizio con la pubblicazione del Racconto fantastico illustrato/manuale divulgativo “ECLISSI TOTALE SU UNO SCENARIO INVERSO” (2021) dell’autore stesso.
Al di là dell’interesse tecnico-scientifico, l’uso di questa “visione avvolgente” delle cose allude all’assoluta urgenza, nell’odierno contesto politico-culturale, di trovare una formula pragmatica rigorosa capace, FINALMENTE, di armonizzare visioni identitarie finora sentite come confliggenti e incompatibili, valorizzandone invece vicendevolmente le potenzialità: una “eretica” visione globale delle cose volta ad risolvere costruttivamente atavici contrasti e sensibilità che ancora vediamo come lontane.



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