A ciascuno il suo Eden
Opera di Hudesa Kaganow
Tecnica / Technique:
Mista su carta
Descrizione
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
C. Kavafis
C’è chi la chiama “Terra Promessa”, Paradiso, Eden o Itaca come nel poema di Kavafis. La speranza di una vita migliore altrove. Un altrove che comporta un migrare, con l’unico desiderio che il viaggio sia breve e NON fertile in avventure . Ciascuno di loro porta con sé l ideale di un futuro più fortunato, consapevoli che il viaggio è lungo, rischioso e senza alcuna garanzia di un lieto fine. Per loro, per i migranti, l’Eden è un lembo di terra dove mettere il piede, un briciolo di scoglio a cui aggrapparsi per mettersi in salvo. Non è lontano, è qualche chilometro più in là, verso il nord. Chiamatelo Lampedusa, Italia, Malta o come vi pare, per loro è solo l inizio di una nuova vita. Per arrivarci, il cammino è stato lungo, per molti, mai portato a termine. Un viaggio fisico e metafisico alla ricerca del proprio Eden. Ognuno cerca il suo perché, alla fine, l ideale di Eden è anche dentro di noi: un sogno da realizzare, la felicità da incontrare, la libertà da conquistare. Una cosa è sicura: questo imprevedibile viaggio, una volta compiuto, lascerà dentro di loro un sentore, anche se effimero, di paradiso.



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