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5 commenti

  1. bellissima l’idea della prospettiva da sdraiati… in questa realtà semi-ribaltata gli occhi si rivolgono necessariamente al cielo e la chioma dell’albero diventa filtro per i raggi che pur trapelano, l’occhio invogliato sfida la luce e la mano abbandona spontaneamente qualsiasi altra azione per parare.

  2. ti rinnovo i complimenti anche qui!!!!
    sei veramente poetico…mi viene in mente il tepore di maggio.. i primi caldi intensi

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