SuperERRORE!

Tecnica: Digitale

“Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario” – G. Orwell, 1945

Cos’è rimasto di SUPER in un mondo di eccessi e fuori scala? Ha senso parlare di Supereroi che salvano il mondo in un mondo in cui la tendenza è atteggiarsi a Supereroi? Forse a costituire l’eccezione, a superare i propri limiti, ad essere super, è proprio chi rinuncia ad essere qualcun’altro e trova il coraggio di essere se stesso.

La società è una tenaglia, spinge gli individui ad aderire a modelli di comportamento sfavillanti e precostituiti, sfruttando la loro paura di perdersi o di non essere all’altezza: fingere di essere invincibili e lasciare che qualcun altro decida per noi può sembrare una comoda scappatoia, ma il rischio è di chiudersi in una gabbia fatta di paura, immobilismo e perdita dell’identità, bloccati nell’incapacità e nei limiti di cui infine ci si convince. Col tempo, si finisce col diventare fantocci privi di un reale spirito vitale, ombre di sé, riflessi di altro. E dunque?

Dunque, se queste sono le premesse, è da considerare quantomeno eroico, se non supereroico, chi si ribella a simili compromessi e decide di avventurarsi alla ricerca di se stesso lasciandosi guidare unicamente dalle passioni e dall’istinto, senza il timore del giudizio altrui. La vera forza nasce dalla consapevolezza dei propri limiti, le imprese dall’accettazione del fallimento. Il vero superpotere è resistere alla corrente, alle convenzioni, al rasoio dell’omologazione che appiana gli entusiasmi e annebbia i sensi. Ascoltare lucidamente il proprio cuore, la nostra reale natura, e non accontentarsi di una luce riflessa ma risplendere di luce propria, a costo di bruciarsi.

Sono questi i Supereroi di cui abbiamo bisogno, errori di sistema viventi, talmente sbagliati da essere giusti. È il caso di dirlo, dei SuperERRORI!

Fabrizio Ferraro
Fabrizio Ferraro
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