Non come prima
Opera di PILAR BOUZAS ARTERO
Tecnica:
Tecnica mista su carta (pennarello, matita e penna a inchiostro)
Descrizione
Ho scelto di rappresentare il flop attraverso la metafora del kintsugi, l’antica pratica giapponese che ripara le ceramiche rotte saldando le fratture con oro. Nel kintsugi la rottura non viene nascosta, ma evidenziata, prende la crepa e la riempie d’oro. La crepa non è un difetto da cancellare. Allo stesso modo, il flop non è una macchia da rimuovere dal percorso del successo, ma una frattura che ridefinisce la forma, il valore e l’identità di chi la attraversa, non per tornare a prima, ma per accettare che “prima” non esiste più. In un tempo in cui siamo abituati a mostrare solo superfici perfette, ho voluto fermare l’attenzione proprio sul momento della rottura. Non come fine, ma come passaggio. Non come caduta definitiva, ma come trasformazione. L’oro non restituisce l’oggetto alla sua forma originaria: lo rende diverso, irripetibile. Così anche il fallimento non ci riporta a ciò che eravamo prima, ma ci consegna una nuova configurazione, più consapevole, più autentica. Il flop, allora, non è l’opposto del successo. È la sua saldatura invisibile. La rottura diventa la parte più preziosa, il punto in cui la fragilità si espone e si trasforma in forza.




Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.