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La grande metamorfosi

Tecnica: Acquerello e inchiostro

Il film è “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. La scena rappresentata corrisponde al momento del film in cui il protagonista, Gep, si ferma a riflettere sul significato della sua esistenza e della Bellezza di una città tanto fascinosa quanto il suo opposto. La reinterpretazione, che ho voluto dare, consiste nella rappresentazione del protagonista che medita su Roma e sul suo significato: una città caratterizzata dalla sterminata bellezza, qui identificata con la donna-fenicottero, e dalla cristianità, che coincide con il prete-scimmia sulla sinistra. Entrambe le figure, oltre ad essere metafora di due elementi fondamentali per Roma, subiscono una metamorfosi: entrambi diventano animali, perchè il luogo di cui fanno parte smette di essere città, per somigliare sempre di più ad una giungla. Una giungla in cui la civiltà non è garantita, una giungla in cui l’onestà e il rispetto lasciano il posto alla corruzione dilagante e alla legge del più forte.

Francesca Guadagno
Francesca Guadagno
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