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La casa dell’anima

Tecnica: pastello su carta

La porta, come la chiave o la serratura, può essere considerata uno dei simboli espliciti di Privacy. Nella nostra vita siamo circondati e abituati all’utilizzo di porte/soglie per delimitare i confini.
In tutta la storia dell’uomo e in ogni latitudine la porta ha avuto un grande significato simbolico. Ciò in particolare nell’ambito del potere e del sacro, si pensi ai grandi palazzi dei vari re/imperatori/politici o i luoghi di culto di tutte le religioni, dove spesso varcare una soglia significa avvicinarsi al fulcro, al centro del potere, e dove solitamente questo passaggio è limitato ai più vicini a tale potere, ai consacrati.
A livello più singolare le porte sono l’accesso alla casa, che è la struttura privata per eccellenza, per entrare nella quale, come nei palazzi e nelle chiese, bisogna svolgere un rito di purificazione per essere accolti, come bussare o suonare il campanello.
Dunque si può definire la porta un confine di privacy necessario all’uomo per delimitare uno spazio personale, privato, sia fisico che mentale, oltre il quale l’altro, l’esterno, non può passare.
Per questo motivo la mia Privacy è una casa , ricoperta interamente di porte, fluttuante in un giardino di nuvole; una casa dell’anima con infiniti accessi o sbarramenti (questo dipende da noi).
Dove finiscono le nostre libertà iniziano quelle dell’altro e in questo sottile spazio l’uomo spesso pone una porta; un’apertura come una chiusura.

Alessia Colombo
Alessia Colombo
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