Fioritura del Flop
Opera di Simone Pettrone
Tecnica:
Digitale
Descrizione
Qualunque sia il grado di successo che mostriamo, mettendolo in risalto ogni volta che se ne ha occasione nella nostra vita di tutti i giorni, ci risulta spesso altrettanto naturale voler nascondere i problemi, le delusioni o i disagi che ci accompagnano dietro un volto di funzionale realizzazione quotidiana.
Questo perché esiste un unico flop che ci accomuna tutti: uno che, rispetto alle nostre piccole disfatte che collochiamo in eventi precisi della nostra vita, risulta così grande da non vedersi, perché condiviso.
Il flop è qualcosa che sentiamo: il fallimento è sentimentale.
Ecco perché i nostri flop, a guardarli con attenzione, spesso non nascono da cose essenziali ma da ciò che noi riteniamo lo siano. Altrimenti ci saremmo fermati già dopo il primo ostacolo.
Il nostro flop è composto da tutti quei sentimenti infranti, da quelle speranze interrotte, da quei sogni che si sono sgonfiati senza venir visti o aver fatto rumore.
Col tempo ognuno di noi se ne fa carico, diventa il portatore di questo flop: una collezione silenziosa fatta di pezzi di cuore ed emozioni incompiute.
Eppure andiamo avanti lo stesso. Per un motivo o per un altro continuiamo a camminare, a dover mettere un piede solido in avanti per darci slancio, a cercare lo sbocciare di una nuova opportunità da cogliere.
Perché il flop, essendo un sentimento, anche quando lo nascondiamo, è ciò che ci muove. È quella pressione sorda che ci spinge oltre, un passo dopo l’altro. Quella fiamma bassa e tenace che non si spegne e che tiene accesa la voglia di cercare ancora.
Ed ecco che, sempre, da qualche parte in mezzo al caos di tutto quello che è andato storto, sboccia qualcosa: un fiore sottile, quasi invisibile, quasi ironico. Ma è lì.
Una persona di successo non è chi sopravvive ai propri flop lasciandoseli alle spalle.
È chi continua a portarseli dietro, in cerca del prossimo fiore nato dal fallimento.


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