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Cave cum in mari natas

Tecnica: grafica digitale

Recentemente l’ambiente marino del “mari italiani” sembra dover essere preso d’assalto dalle compagnie petrolifere. In tal modo il paesaggio degli antichi borghi costieri della “penisola” corre il rischio di trasformarsi in una interminabile fila di impianti petroliferi in mezzo al mare. La memoria dei luoghi è messa a rischio, così come la sua bellezza. Non potremo più nuotare nel mare di “Pino Pascali”, dovremo fare attenzione, potremmo imbatterci in nuove e strane specie di “vertebrati”. “Cave cum in mari natas” vuol esser un “SOS”, un grido d’allarme per la tutela dello “sterminato patrimonio di culture e di visioni” che il Mediterraneo custodisce.

Gianni Palattella
Gianni Palattella
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