Una mattina si son perse le strade
Opera di Pasqualina Mercurio
Tecnica:
acquerello e acrilico
Descrizione
L’inusuale della vita quotidiana, la follia che irrompe nell’ordine del conosciuto.
8 risposte a “Una mattina si son perse le strade”
una visione celestiale….bello
l’insostenibile leggerezza dell’essere
bellissimo…sognare, dormire, volare.
composizione sublime.Poter dondolare sul mondo,leggeri,vuoti di cattivi pensieri…sarà anche una roba da matti,ma che bella sensazione!!!
chiedo scusa, ma la ragazzina si sta reggendo l’assorbente?
…hem, già. Mi è stata sottratta con la prospettiva di guadagni futuri…sic! era la copertina di una audio-fiaba…
Certo è affascinante non abitare più sulla terra, non più seguire abitudini ripetute quotidianamente. Alle cose che hanno in sé una promessa non dar significanza di futuro umano, quel che eravamo in un mondo, tanto ansiosi, non esserlo più, e infine il proprio nome abbandonarlo, come un giocattolo rotto. Infine desidèri e tormenti vederli fluttuare, sciolti nello spazio per rintracciare a poco a poco un po’ d’eternità. Ci si allontana da ciò che è terreno, soavemente, come dal seno materno. Ma noi, che abbiamo bisogno di grandi misteri, quante volte dalla follia sboccia un divenire felice? potremmo mai essere, noi, senza la follia? Ma se dovesse mai destare un simbolo in noi, forse indicherebbe le foglie cadenti degli alberi spogli, oppure la pioggia che cade su terra scura a primavera. E noi, che pensiamo la felicità come un’ascesa, ne avremmo l’emozione quasi sconcertante, come di una cosa che è felice…quando cade.
l’emozione quasi sconcertante, di quando cosa ch’è felice, cade.


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