2009 - Pasqualina Mercurio - Una mattina si son perse le strade

Una mattina si son perse le strade

Opera di Pasqualina Mercurio

Tecnica:

acquerello e acrilico

Descrizione

L’inusuale della vita quotidiana, la follia che irrompe nell’ordine del conosciuto.

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8 risposte a “Una mattina si son perse le strade”

  1. Avatar natalino
    natalino

    una visione celestiale….bello

  2. Avatar Serena Pecoraro

    l’insostenibile leggerezza dell’essere
    bellissimo…

  3. Avatar alberto
    alberto

    sognare, dormire, volare.
    composizione sublime.

  4. Avatar germana

    Poter dondolare sul mondo,leggeri,vuoti di cattivi pensieri…sarà anche una roba da matti,ma che bella sensazione!!!

  5. Avatar Alessandro
    Alessandro

    chiedo scusa, ma la ragazzina si sta reggendo l’assorbente?

  6. Avatar pasqualina
    pasqualina

    …hem, già. Mi è stata sottratta con la prospettiva di guadagni futuri…sic! era la copertina di una audio-fiaba…

    1. Avatar Di Carlo Antonio
      Di Carlo Antonio

      Certo è affascinante non abitare più sulla terra, non più seguire abitudini ripetute quotidianamente. Alle 
cose che hanno in sé una promessa non dar significanza di futuro umano, quel che eravamo in un mondo, tanto ansiosi, non esserlo più, e infine il proprio nome
abbandonarlo, come un giocattolo rotto. Infine desidèri e tormenti vederli fluttuare, sciolti nello spazio per rintracciare a poco a poco un po’ d’eternità.  
Ci si allontana da ciò che è terreno, soavemente, come dal seno materno. Ma noi, che abbiamo bisogno di grandi misteri, quante volte dalla follia 
sboccia un divenire felice? potremmo mai essere,
noi, senza la follia? Ma se dovesse mai destare un
simbolo in noi, forse indicherebbe le foglie cadenti degli alberi spogli, oppure la pioggia che cade su terra scura a primavera. E noi, che pensiamo la felicità
come un’ascesa, ne avremmo l’emozione quasi sconcertante,
come di una cosa che è felice…quando cade.

  7. Avatar Di Carlo Antonio
    Di Carlo Antonio

    l’emozione quasi sconcertante,
di quando cosa ch’è felice, cade.

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