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SOGNO AD OCCHI APERTI – EYES WIDE SHUT

Tecnica: penna, pennello, matita e digitale

EYES WIDE SHUT di Kubrick, un film che mi affascina a livello visivo per la scelta dei colori e di cui trovo molto interessante il messaggio: la realtà oltre le apparenze e il coesistere in noi stessi di tanti diversi aspetti e desideri, il percorso seppure difficile e pericoloso di conoscerli ed accettarli è ciò che il film ci racconta. Un tema di costume estremamente attuale: le varie maschere che le persone indossano nei loro ruoli nella società, nei rapporti di coppia, nei loto ruoli professionali. La trama ci parla di un tale Bill alla ricerca di ‘qualcosa di nuovo’ e che in questa ricerca si imbatte in un luogo misterioso ed inquietante: un tempio ‘di perdizione’ riservato ad un ‘elite’ ricca e intoccabile. Qui è ambientata la scena clou che io ho scelto di illustrare : il rito nella grande sala rossa e blu nel castello in cui Bill si reca. Ho convertito il grosso portale del salone in gambe di donna aperte e inserito in primo piano i personaggi che guardano noi così come scrutano Bill quando entra nella stanza. Sono i personaggi misteriosi nascosti sotto le maschere e ognuna di queste ha una simbologia complessa. Il sole fa riferimento a helios e eros, la maschera ‘picassiana’ di sinistra fa riferimento alla trinità divina con l’occhio che tutto vede che ho inserito anche sopra il “ portale”: un triangolo sopra al triangolo del pube della donna simbolo di trasgressione e piacere. Ci sono simboli erotici e simboli religiosi in tutto il film .Così nella sala il grande lampadario l’ho reso con un porta incenso, lo stesso che il ‘master’ della cerimonia usa per i suoi riti. l quadri sulla parete di fronte alludono a situazioni e immagini del film : la donna silhouette di matisse blu è presente nelle scale con cui Bill raggiunge un locale equivovo. Poi c’è “l’origine del mondo” e quadri di nudo di donna presenti in varie scene del film. Le farfalle nei quadri appese sono un’altra mia invenzione: la forma della farfalla assomiglia ad una maschera e le prostitute del film sono bellissimi trofei dalla vita breve. Mi sono ispirata alla prospettiva de ‘Las Meninas’ di Velasquez e Il ‘punto di fuga’ dell’immagine ci mostra il riflesso di Kubrick nello specchio: il tema dell’immagine nello specchio ritorna in tutto il film come una ricerca costante della nostra vera identità.

Costanza Favero
Costanza Favero
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