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Villa Chigi, Roma, 1979

Tecnica: Pennino a china e colorazione digitale

A cavallo tra gli anni settanta e ottanta il ciclomotore “Ciao”, per la sua abbordabilità e praticità, fu tra i mezzi di locomozione preferiti dai giovani italiani. Nello stesso periodo l’eroina raggiunse presso gli stessi giovani una diffusione enorme, al punto da diventare un crocevia generazionale; per una fatale questione statistica il “Ciao” fu quindi il “destriero” che accompagnò tantissimi di quei giovani a testa bassa verso l’oblio, aggiungendo una sfumatura sinistra al suo nome. Essendo cresciuto nella periferia romana dei primi anni ottanta, giocando proprio nei pressi della “Villa Chigi” dell’illustrazione, ho fissato qui un mio ricordo forte e terribile.

Marcello Crescenzi
Marcello Crescenzi
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