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Ho immaginato un’utopia in cui non ci sono guerre, un mondo in cui gli aerei da guerra possono diventare innocui aeroplanini di carta che cadono delicatamente su un prato verde, senza lasciare tracce di distruzione. Un’utopia dove le bombe sganciate possono trasformarsi in farfalle pronte a librarsi nel cielo illuminato da un sole caldo, non come quello estivo, soffocante. Un’utopia in cui c’è pace e i confini segnati da quest’idea sono delimitati da un’arcobaleno, segno della quiete che viene dopo una tempesta.

Noemi Ferraioli
Noemi Ferraioli
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