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SOS: PRECARIETA’ GIOVANILE E MOBBING

Tecnica: ACQUERELLO E INCHIOSTRO SU CARTA

La precarietà giovanile è, purtroppo, per la mia generazione, una vera e propria piaga sociale: siamo costretti, per poter vivere e lavorare, ad accettare contratti precari e senza alcuna garanzia; contratti non solo lontani dai nostri studi, inclinazioni ed aspirazioni, ma sempre più frequentemente incapaci di assicurarci la formazione di nuove famiglie e di rispettare i diritti fondamentali dei lavoratori. Gli ambienti lavorativi diventano quindi un terreno fertilissimo per il mobbing, da cui è sempre più difficile difendersi anche a causa dei vuoti legislativi.
La mia illustrazione vuole rappresentare questo dramma: la protagonista è una giovane donna “incatenata” d/al suo datore di lavoro, che impugna il suo contratto quasi fosse carta straccia, mostrando un’espressione che lo rivela detentore di un misero potere beffardo. Nella sua postazione isolata, la lavoratrice non è che il bersaglio di altri precari che, a differenza sua, sono pienamente parte del meccanismo animalesco: o si è preda o si è carnefici. L’isolamento in cui la vittima vive e l’impossibilità di un’alternativa lavorativa valida sono rappresentati dalla lava che sta rompendo il pavimento sotto i suoi piedi e che ben incarna l’instabilità della sua vita in toto.
In questo mondo i suoi diritti non sono altro che inutili stampe abbandonate a sè stesse quando non calpestate.
Eppure, la stampante (messa lì a simbolizzare i sindacati, l’associazionismo anti-mobbing e i vari enti a difesa dei lavoratori) diffonde senza sosta le sue informazioni, nell’attesa -magari non vana- che qualcuno un giorno o l’altro, possa farne tesoro

DIEGO ZANIN
DIEGO ZANIN
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