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ora stop!

Tecnica: digitale

Spesso diamo per supposta (sì, potrebbe anche andare a parare laggiù) la voce suadente dell’orologio: fa tic tac. La vita fa tic tac. E anche se la pubblicità della Tic Tac probabilmente si riferisce a un pubblico piuttosto anziano, visti i rumori non troppo piacevoli della parte superiore dei fianchi, la piacevolezza del tic tac dell’ora sovrasta tutte queste spiacevolezze e riesce a cullarci attraverso un suono che normalmente non si ferma mai. In questo caso, però, faremo un’eccezione. Per un tema come quello dello ‘Stop’ non avrei potuto fare altrimenti. Mi sono dovuto fermare un attimo e riflettere. Tic tac. Tic tac. Altro che piacevolezza, più che una culla pareva uno di quei letti chiodati che usano i fachiri per dormirci sopra. Solo che io non sono un fachiro. Ora stop, ne ho abbastanza! Mi sono impartito un comando. Volevo (o dovevo) sospendere un’azione. Ho pronunciato un’ordine ad alta voce. Il vicino che stava tagliando l’erba mi ha pure chiesto se ce l’avessi con lui. A parte queste incidenze, però, mi sono accorto che ‘ora stop!’ portava a un altro significato: niente più ore. Un’ora che diventa un altro ora per un significato d’oro. Stop all’ora. Allora, al ticchettio. Le meraviglie della lingua. Così ho guardato l’orologio e mi son detto: povero orologio, mica è colpa sua. Sono quelle stupide lancette che fanno rumore. Che mondo sarebbe senza (Nutella?) lancette e senza ore allo stesso modo? Quell’orologio, mi son detto, non ha bisogno dell’ora. Pure lui si è stufato. Quindi, ora la smette e si lascia alle spalle l’ora che ogni giorno cerca di segnare. Punto e stop: era ora!

Mirko Menolfi
Mirko Menolfi
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