È interessante come il termine TILT sia nato per indicare il malfunzionamento di qualcosa di artificiale, come il gioco del flipper o un macchinario, e successivamente il termine sia entrato nel linguaggio comune per riferirsi a una situazione di burnout, cioè di esaurimento fisico ed emotivo di un individuo.
In una società sempre meno a misura d’uomo, i nostri limiti sono spesso messi alla prova, costringendoci a competere con l’efficienza dei mezzi digitali (una battaglia persa in partenza) – si deve lavorare sempre di più a sempre più cose e sempre più in fretta, raggiungendo livelli di frustrazione e stress molto alti che portano inevitabilmente all’esaurimento.

Caterina Cappelli
Caterina Cappelli
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