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Ne “L’arte del sogno” (La Science des rêvesche) di Michel Gondry, troviamo un giovane protagonista, Stéphane Miroux che fa fatica a distinguere il sogno con la realtà. L’onirico si appropria così, della vita reale mostrando a noi situazioni assurde, dove marchingegni, trasmettitori di pensiero, pupazzi di pezza prendono vita e sono possibili. L’artista Stephane, che si è trovato a svolgere un lavoro poco stimolante, monotono e per nulla creativo, non smette mai di sognare. In ufficio le sue mani diventano talmente grandi da non riuscire più a fare niente, a parte ribellarsi contro i suoi colleghi e il suo capo.

Giulia Pastorino
Giulia Pastorino
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