Vuoi iscriverti alla newsletter e rimanere aggiornato sul concorso?

la carriola

Tecnica: digital

“Appena posso, appena qualche cliente mi lascia libero un momento, mi alzo cauto, pian piano, dal mio seggiolone (&) e in punta di piedi mi reco all uscio a spiare nel corridoio, se qualcuno non sopravvenga; chiudo l uscio a chiave, per un momento solo; gli occhi mi sfavillano di gioia, le mani mi ballano dalla voluttà che sto per concedermi, d esser pazzo, d esser pazzo per un attimo solo, d uscire per un attimo solo dalla prigione di questa forma morta, di distruggere, d annientare per un attimo solo, beffardamente, questa sapienza, questa dignità che mi soffoca e mi schiaccia; corro a lei, alla cagnetta che dorme sul tappeto; piano, con garbo, le prendo le due zampine di dietro e le faccio fare la carriola: le faccio muovere cioè otto o dieci passi, non piú, con le sole zampette davanti, reggendola per quelle di dietro.
Questo è tutto. Non faccio altro. Corro subito a riaprire l uscio adagio adagio, senza il minimo cricchio, e mi rimetto in trono, sul seggiolone, pronto a ricevere un nuovo cliente, con l austera dignità di prima, carico come un cannone di tutta la mia sapienza formidabile.”

Tratto da: La carriola Luigi Pirandello

Silvia Mauri
Silvia Mauri
Articoli: 2

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *